Su di me

Sono nata a Cuneo, circondata dalle montagne e inserita in una dimensione piccola e protetta. Appassionata di filosofia fin dai tempi della scuola, inizio a concepire che la materia che ci unisce tutti e a cui tutti dobbiamo tornare non è nient’altro che Energia, senza particolari connotazioni né differenziazioni qualitative. Inquieta e già alla ricerca di una dimensione più profonda, all’età di 16 anni inizio a praticare esercizi di training autogeno, che evolveranno in seguito in percorsi di ricerca diversi e complementari.

Inizia poi il Viaggio, anche in senso fisico: un anno di studi in Germania, diversi periodi di lavoro e studio in Messico, in Egitto, a New York, per dare forma alla mia spinta verso il movimento, e, infine, la stabilizzazione a Bologna. Laurea in Lingue e, subito, lavoro: Project Manager in azienda per 15 anni. Collegata da un filo persistente a una volontà di “altro”, a una tensione verso qualcosa che andasse “al di là” e che si è manifestata in una Ricerca che è passata dai canali più disparati: studio delle filosofie orientali e danza, musica e studio dei principi di fisica quantistica, approccio alle neuroscienze e artigianato creativo.

 

Circa 10 anni fa un incontro: la Meditazione Vipassana. Inizio a praticare meditazione a Bologna e sento che quella è e sarà la mia via, che mi darà modo di ricercare nel profondo e di riavvicinarmi a quell’Energia che sentivo e sento primaria. Poi, quasi in contemporanea, lo Yoga. Approfondisco yoga e meditazione attraverso studi e seminari intensivi, per sapere ma soprattutto per sentire. Praticare.

Poi, circa 5 dopo un altro incontro fondamentale: le Campane Tibetane. Inizia il mio percorso olistico e con il suono. Studio con l’insegnante tibetano Thonla Sonam a Milano conseguendo con lui il Master Campane Tibetane, approfondisco tecniche e metodi con il percorso di Mauro Pedone diventando Operatrice del Massaggio Sonoro con Oli Essenziali e con l’Accademia Olistica Albero della Vita divento operatrice olistica (iscritta SIAF Italia ER2556-OP).

Impegnata in un percorso di ricerca che non finisce mai, sono attualmente inserita in un progetto di didattica dell’interiorità, il Progetto Shantaram (riconosciuto dal MIUR), per portare la meditazione e altri metodi olistici ai bambini, agli adolescenti e alle persone esposte emotivamente, come ad esempio detenuti, malati, anziani.

Il mio approccio

Il mio lavoro è un lavoro di integrazione, in cui corpo, parola e mente si amalgamano in un unione di energie. E’ un lavoro molto radicato, molto presente, ed è volto all’osservazione, prima di tutto. Di sè, della realtà in cui si è, in cui emozioni, sensazioni corporee, pensieri e tanto altro vivono e ci fanno vivere. Attraverso strumenti che possono agevolare e accompagnare questo processo di conoscenza e di emersione del proprio sè, si tenta di promuovere un percorso evolutivo che mira a tirare fuori il proprio splendore nascosto. La meditazione da un lato e le campane tibetane dall’altro, si integrano con altre tecniche e altre discipline in processi esplorativi molto interessanti, per la persona che desidera addentrarvisi e per l’operatore che la accompagna.

Mi interessa la realtà come grande contenitore della perfezione, che c’è già, ma che spesso non riusciamo a vedere. Nello svolgere i miei percorsi, seminari, incontri, e nelle pratiche individuali, grande importanza assume quindi la possibilità, innanzitutto di vedersi, e, in un processo di trasformazione che spesso avviene in modo semplice e naturale, di autocrearsi, di migliorarsi, di trasformarsi, all’interno della propria realtà.

E’ il contrario rispetto a certi concetti di “fuga mentale”, o di presunta beatitudine momentanea: gli strumenti e le tecniche che propongo e che io stesso sperimento e approfondisco in un percorso “eterno”, vanno nella direzione contraria, che poi è anche l’unica, io credo, vera fonte di “liberazione”: accettazione, benevolenza e trasformazione.

“Come un saggio amico, sta dietro per stimolare, aiutare, incoraggiare e dare una piccola spinta, paziente e fiducioso che tutti possono riuscire impegnando un po’ di tempo e di perseveranza. Non spreca parole nella descrizione di stati esaltati, visioni beatifiche o illuminazioni accecanti. […] prima di tutto e soprattutto sedere con noi stessi per realizzare la nostra vera natura. Facile? Certamente. Difficile? Anche. È stranamente al di là di facile e difficile” – Tngakpa Chögyam